Friday, 20 May, 2022 23:42

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Anche questa volta il governo italiano perderà un’occasione. All’Assemblea delle Nazioni Unite il suo voto per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per l’inserimento di questo come osservatore presso l’Assemblea stessa sarà un voto contrario. Abu Mazen e l’ANP lo richiedono invece a gran voce, lo devono al loro popolo che negli ultimi mesi ha denunciato la debolezza degli apparati politici e, per la prima volta, ha richiesto l’unità nazionale e il rafforzamento della politica interna per riacquistare la credibilità e la fiducia persa negli anni tra la popolazione. L’ANP ha voluto questo passaggio con forza e dopo un primo momento di scetticismo generale ha già ottenuto dei risultati importanti. In primo luogo sulla stampa e nei consessi internazionali si è tornati a parlare di Palestina a prescindere da eventuali, quanto mai fino ad oggi fallimentari, negoziati con Israele, ma rimettendo al centro le responsabilità delle istituzioni internazionali. Di conseguenza, ha riacceso il dibattito interno sulle questioni principali riguardanti l’identità della Palestina e dei palestinesi. Lo stallo della situazione politica interna, l’istituzionalizzazione forzata della società civile sempre più legata alle politiche dei donatori e l’acuirsi dell’isolamento della Striscia di Gaza sono solo alcuni dei fattori che negli anni hanno creato divari profondi all’interno della stessa società palestinese la quale, sebbene sia sempre stata unita nel denunciare le ingiustizie dell’occupazione e l’indifferenza delle istituzioni internazionali, sembrava non avere più la volontà di aprire un dibattito costruttivo sulla realtà interna e sul loro futuro. I movimenti, sorti anche grazie all’influenza delle nuove fasi che vivono i paesi arabi, Egitto in primis, hanno posto l’attenzione sulla politica interna come elemento da cui ripartire prima casino online di intraprendere qualsiasi altro percorso di pacificazione o di contrattazione con Israele. Con ciò non significa che la richiesta di riconoscimento della Palestina presso l’Assemblea abbia riscosso all’interno dei Territori Occupati e tra i palestinesi della diaspora un plauso unitario. Le voci che dissentono dall’iniziativa sono molte e con motivazioni diverse. Le realtà che già da tempo appoggiavano la tesi dello stato unico, non più marginali come in passato, sono infatti fortemente contrari al percorso intrapreso. Altri riportano invece l’attenzione sul fatto che non si possa avviare un nuovo percorso di riconoscimento presso le Nazioni Unite senza pronunciarsi su come si intenderà poi gestire la questione del rientro dei profughi, di Gerusalemme come capitale, dei confini e inevitabilmente delle colonie illegali costruite sui Territori Occupati. Con il progressivo avvicinarsi della data del 20 settembre si sono infatti intensificati i controlli dell’esercito israeliano e le violenze nei pressi delle colonie, azioni che non promettono che Israele resterà a guardare e che fanno temere ai palestinesi gravi ripercussioni.

Per tutto questo, per quello che succederà a partire da domani, l’Arci Valdera lavorerà per riportare con fermezza il dibattito sulla questione palestinese all’interno delle proprie basi e della comunità cercando di capire, raccontando e sostenendo come già fatto in passato questa nuova complessa battaglia che il popolo palestinese si appresta ad affrontare.

 

Arci Valdera