Thursday, 18 August, 2022 23:51

Il cinema alla Stazione, una piccola esperienza dal sapore antico

 

Domenica 16 giugno è accaduto qualcosa in Piazza Vittima dei lager nazisti a Pontedera, qualcosa di piccolo ma prezioso.

E’ accaduto che un piccolo schermo cinematografico senza pretese ed ambizioni si è insinuato tra i palazzi accanto alla Coop e si è ritagliato uno spazio per offrire agli abitanti del quartiere la visione di “La parte degli angeli”, l’ultimo film di Ken Loach.

Un’iniziativa inserita nel programma di Una Piazza Aperta, Quartiere Stazione organizzata da Consulta 1 Centro Città Nord Ferrovia, un calendario sperimentale di eventi con una grande ambizione, quella di tornare ad abitare i nostri spazi ed i nostri quartieri, renderli vivi e luoghi collettivi.

Per noi cinefili, perfezionisti e pignoli, abituati a lavorare molto sulla qualità è stata davvero un’esperienza nuova.

Un’esperienza che ci ha riportato alla mente sapori antichi e ci ha fatto forse tornare un po’ alle origini del nostro essere associazione che promuove la cultura popolare e diffusa.

Organizzare una proiezione sotto casa, all’aperto significa per noi riportare alla memoria i punti di aggregazione culturale che vedevano gli abitanti dei quartieri scendere in piazza, dotarsi di sedie e lenzuolo bianco e vivere dei momenti di convivialità e partecipazione, occasioni di incontro e di dialogo tra persone davanti alle immagini di un film, momenti sempre più rari in una società come la nostra che evolve sempre più rapidamente verso dimensioni di vita individuali che lasciano poco spazio ai luoghi comuni.

Essere associazione culturale di massa significa anche questo, la C dell’acronimo ARCI ci sta a ricordare come stia nel nostro dna il promuovere cultura diffusa, popolare, fuori da ogni logica di profitto e industriale.

Ed il cinema è strumento di eccellenza, linguaggio di immediatezza ed emozioni, di visioni e specchi, che arriva dritto al cuore delle persone, decostruendo i codici della comunicazione massificata.
Questo è, se vogliamo, il potere arcano del cinema, quello di trasformare lo spettatore da oggetto passivo di imput ed informazioni, a soggetto attivo.
Quello schermo bianco, anche se piccolo e dalle scarse pretese, ha il potere di assorbire emozioni e lasciarle emergere, di coinvolgere ed appassionare, di creare un legame a tratti empatico con lo spettatore ignaro.

Quello schermo bianco, anche se piccolo e di scarse pretese, ha il potere di incantarci.

Un ringraziamento sentito a tutti quanti, a chi ha vissuto con noi questa esperienza e a chi ci ha stimolato a farla, perché ci ha ricordato chi siamo.

 

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