Thursday, 18 July, 2019 14:05

Io sto con la sposa, Giovedì 3 luglio 19:30 al Circolo Arci Il Botteghino

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Arci Valdera, in collaborazione con Gaspaccio (GAS Lari) e Cineclub Agorà presenta:

IO STO CON LA SPOSA
Iniziativa di raccolta fondi per sostenere il progetto cinematografico dell’anno, che parla di diritti e di libertà.

Circolo ARCI Il Botteghino – La Rotta
Giovedì 3 Luglio 19:30
Aperitivo/Cena di sottoscrizione per IO STO CON LA SPOSA
(adulti 6 €, bambini gratis)

Proiezione del trailer di IO STO CON LA SPOSA
Documenti visivi e testimonianze sui conflitti in Siria e Medioriente

Per info e contatti: 347.0777653; infomigranti@arcivaldera.it
Vogliamo anche noi contribuire alla realizzazione e diffusione del film “Io sto con la sposa”, perchè vogliamo far parte di quella comunità di persone che sogna che un giorno il Mediterraneo smetta di ingoiare le vite dei suoi viaggiatori e torni ad essere un mare di pace, che sogna un mondo dove tutti siano liberi di viaggiare e dove più nessuno divida gli uomini e le donne in legali ed illegali.

 

Che cos’è Io sto con la sposa?

“Che poliziotto di frontiera oserebbe fermare un corteo nuziale per chiedere i documenti della sposa?”. Da questa domanda nasce il docufilm Io sto con la sposa.

Tra i protagonisti ci sono gli autori del film: Gabriele Del Grande, giornalista italiano e autore del blog Fortress Europe, Khaled Soliman al Nassiry, poeta palestinese siriano, e Antonio Augugliaro, regista televisivo. Dopo aver incontrato a Milano cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, decidono di aiutarli a continuare il loro viaggio clandestino verso la Svezia. Per evitare di essere arrestati come trafficanti di esseri umani, decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese che si travestirà da sposa e una decina di amici italiani e siriani che si fingeranno invitati.

Così mascherati attraverseranno in corteo mezza Europa, da Milano a Stoccolma, tra il 14 e il 18 novembre 2013: un viaggio di tremila chilometri raccontato in presa diretta.

Il costo della produzione e postproduzione è di 150 mila euro. Una campagna di crowdfunding punta a raccoglierne almeno la metà, 75 mila euro, per finire il film in tempo per iscriversi al Festival di Venezia a settembre e distribuirlo in autunno.

 

NOTE DI REGIA

Un film documentario ma anche un’azione politica, una storia reale ma anche fantastica. “Io sto con la sposa” è tutte queste cose insieme. E questo suo carattere ibrido ha dettato fin dall’inizio delle scelte precise. A partire dal trattamento del film. Non abbiamo scritto dialoghi né personaggi, ma abbiamo organizzato il viaggio ragionando per scene. Abbiamo cioè immaginato delle situazioni all’interno delle quali far muovere liberamente i nostri personaggi, ormai abituati alla presenza delle telecamere.
Tuttavia le riprese hanno sempre dovuto mediare con le esigenze dell’azione politica. Perché in Svezia ci dovevamo arrivare per davvero, non tanto per fare un film. E dovevamo arrivarci nel più breve tempo possibile. Questo ovviamente ha comportato ritmi di lavoro durissimi: dodici ore di macchina al giorno, le scene da filmare, i file da scaricare e quando andava bene tre ore di sonno a notte. Se la troupe non ci ha piantato il primo giorno, è stato per il clima che si è creato.
Condividere un grande rischio e un grande sogno, ci ha inevitabilmente unito. E quell’esperienza ha inevitabilmente cambiato il nostro sguardo sulla realtà, aiutandoci anche nella ricerca di una nuova estetica della frontiera. Di un linguaggio cioè che, senza cadere nel vittimismo, sia capace di trasformare i mostri delle nostre paure negli eroi dei nostri sogni, il brutto in bello, i numeri in nomi propri.

 

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