Ribadiamo il nostro NO alla base militare. Né a Pontedera né altrove
Esprimiamo profonda e crescente preoccupazione per la direzione che anche il territorio della Valdera sta intraprendendo, assistendo a una preoccupante “normalizzazione” della presenza militare e della guerra come strumento di gestione dei conflitti.
Riteniamo inaccettabile che la soluzione alla crisi economica locale e globale passi attraverso la riconversione al settore militare come unica via di sviluppo di molte aziende, anche locali.
Il segnale più allarmante è rappresentato dal Progetto per la costruzione di una base militare nel territorio del Comune di Pontedera, che prevede poligoni di tiro e strutture di addestramento per reparti speciali dei Carabinieri, con un costo stimato di oltre 520 milioni di euro di denaro pubblico. A ciò si aggiunge il finanziamento di 4 milioni di euro (nell’ambito di iniziative UE) per il potenziamento del binario 4 della stazione di Pontedera, espressamente destinato alla mobilità militare.
Questi passi collocano Pontedera in un’area periferica strategica del crescente HUB militare tra Pisa, Livorno e Firenze (sede del nuovo comando NATO). Tali investimenti pubblici si inseriscono in un contesto più ampio di potenziamento delle infrastrutture militari: linee ferroviarie, Progetto Darsena Europa, ampliamento dell’aeroporto militare e del Canale dei Navicelli, tutti funzionali al rafforzamento della base di Camp Darby, il più grande deposito di armi USA in Europa.
La costruzione di una base militare rappresenterebbe un punto di non ritorno per un territorio già densamente antropizzato, rendendoci drammaticamente “più vicini” e vulnerabili a logiche di conflitto globale. Un’emorragia di denaro pubblico per un progetto che ci priverà di risorse da destinare a scuola, sanità e servizi sociali.
Di fronte a uno scenario che abitua il nostro territorio all’idea della guerra, ribadiamo la nostra CONTRARIETÀ al progetto di realizzazione di una nuova base militare di 40 ettari presso la Tenuta Isabella. Torniamo quindi a chiedere alle amministrazioni e alle forze politiche locali che agiscano coerentemente con i principi che rivendicano, a partire dalla condanna della guerra dichiarata anche nella nostra Costituzione, alla difesa della pace, a favore di uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale.
Noi continueremo a sostenere le iniziative di mobilitazioni contro la base, attivando la rete dei nostri Circoli ARCI che si offre come una grande occasione per ribadire i valori che abitano la nostra associazione, attraverso la promozione di eventi informativi e di discussione pubblica delle progettualità in atto.
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